Il sacrificio a volte, ripaga
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Il sacrificio a volte, ripaga
Seconda braccata della stagione, cielo terso senza una nuvola ed un caldo oltre la media del periodo che fa condensare una nebbiolina fastidiosa lungo i torrenti che saranno oggetto delle odierne scorribande.
Siamo in 39, la zona da chiudere è bella grande, cerchiamo di tappare alla meglio ma, come spesso accade, qualche “buco” c’è sempre.
Vengo destinato ad una posta nel mezzo della zona, è un luogo che abbiamo scoperto da qualche anno e che, ogni volta, da piacevoli esperienze, un po’ noioso da raggiungere ma situato alla convergenza di tre valloni in cui gli animali hanno pochi passaggi obbligati spogli di vegetazione…. Un mattatoio in pratica!
Arrivo al parcheggio e scopro che siamo solo in due, Piero deve tenere il fossato sotto strada ed io, come detto, mi dovrei addentrare per 7/800 metri dentro la battuta, lasciando però scoperti due punti chiave in cui gli animali potrebbero uscire di zona senza che nessuno se ne accorga. Ci ragiono velocemente e decido di sacrificare quello che sulla carta dovrebbe essere meglio per me. Avviso il caposquadra della mia decisone, lascio Piero a metà di due fossati ed attraverso un vecchio ponte di pietra appostandomi poco sopra a presidiare due trottoi che scendono di fronte e alla mia destra.
Il rumore dell’acqua è assordante, impossibile sentire l’avvicinarsi di qualcosa, oggi è una di quelle giornate in cui non ci si può distrarre un momento e dove bisogna far viaggiare gli occhi incessantemente.
Partono i cani che ancora sono ben lontani dalla forma ideale, per fortuna, essendo in buon numero, muovono alcune bestie che arrivano in posta a Sandro il quale ne ferma una ed avventa il resto del branchetto verso linea di fuoco sottostante….. parte una scarica di carabinate che produce un altro abbattimento (a Francesco, la posta delle lavatrici dovrebbe ricordare qualcosa), poi il nulla per almeno venti minuti. I cani, a fatica, si attaccano alla scia dei fuggitivi che adesso puntano verso l’alto scartando “il mattatoio” in cui dovevo essere io….. “Meglio così” penso tra me e me.
Le comunicazioni radio si accavallano tra i canai, i cani si dividono e in breve interrompono la seguita, il troppo caldo limita la loro azione a non più di una mezzoretta abbondante…..
Osservo il fossato di fronte ed ogni tanto mi giro alle spalle nel timore di essere scartato da qualche furbacchione finchè, all’improvviso, vedo una palla nera che, lanciata al galoppo sfrenato, si dirige contro di me dal trottoio alla mia destra, l’intenzione è chiaramente quella di attraversare il ponte e passare aldilà dell’argine . Lo lascio avvicinare e mi metto in mira, attendo che superi una ceppaia di castagni novelli e, come spunta fuori, gli do il benvenuto con il canto di Katerina. La bestia si spegne in corsa e l’inerzia lo fa passare oltre il bordo precipitando per 15 metri giù dall’argine finendo semi sommerso nel torrente.
Il resto della giornata finirà con altri due abbattimenti ad opera della line di poste più lontana.
Il mattatoio invece, rimarrà totalmente snobbato dalle fughe dei setoloni… si vede che nel tempo han capito che è meglio girargli alla larga
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Siamo in 39, la zona da chiudere è bella grande, cerchiamo di tappare alla meglio ma, come spesso accade, qualche “buco” c’è sempre.
Vengo destinato ad una posta nel mezzo della zona, è un luogo che abbiamo scoperto da qualche anno e che, ogni volta, da piacevoli esperienze, un po’ noioso da raggiungere ma situato alla convergenza di tre valloni in cui gli animali hanno pochi passaggi obbligati spogli di vegetazione…. Un mattatoio in pratica!
Arrivo al parcheggio e scopro che siamo solo in due, Piero deve tenere il fossato sotto strada ed io, come detto, mi dovrei addentrare per 7/800 metri dentro la battuta, lasciando però scoperti due punti chiave in cui gli animali potrebbero uscire di zona senza che nessuno se ne accorga. Ci ragiono velocemente e decido di sacrificare quello che sulla carta dovrebbe essere meglio per me. Avviso il caposquadra della mia decisone, lascio Piero a metà di due fossati ed attraverso un vecchio ponte di pietra appostandomi poco sopra a presidiare due trottoi che scendono di fronte e alla mia destra.
Il rumore dell’acqua è assordante, impossibile sentire l’avvicinarsi di qualcosa, oggi è una di quelle giornate in cui non ci si può distrarre un momento e dove bisogna far viaggiare gli occhi incessantemente.
Partono i cani che ancora sono ben lontani dalla forma ideale, per fortuna, essendo in buon numero, muovono alcune bestie che arrivano in posta a Sandro il quale ne ferma una ed avventa il resto del branchetto verso linea di fuoco sottostante….. parte una scarica di carabinate che produce un altro abbattimento (a Francesco, la posta delle lavatrici dovrebbe ricordare qualcosa), poi il nulla per almeno venti minuti. I cani, a fatica, si attaccano alla scia dei fuggitivi che adesso puntano verso l’alto scartando “il mattatoio” in cui dovevo essere io….. “Meglio così” penso tra me e me.
Le comunicazioni radio si accavallano tra i canai, i cani si dividono e in breve interrompono la seguita, il troppo caldo limita la loro azione a non più di una mezzoretta abbondante…..
Osservo il fossato di fronte ed ogni tanto mi giro alle spalle nel timore di essere scartato da qualche furbacchione finchè, all’improvviso, vedo una palla nera che, lanciata al galoppo sfrenato, si dirige contro di me dal trottoio alla mia destra, l’intenzione è chiaramente quella di attraversare il ponte e passare aldilà dell’argine . Lo lascio avvicinare e mi metto in mira, attendo che superi una ceppaia di castagni novelli e, come spunta fuori, gli do il benvenuto con il canto di Katerina. La bestia si spegne in corsa e l’inerzia lo fa passare oltre il bordo precipitando per 15 metri giù dall’argine finendo semi sommerso nel torrente.
Il resto della giornata finirà con altri due abbattimenti ad opera della line di poste più lontana.
Il mattatoio invece, rimarrà totalmente snobbato dalle fughe dei setoloni… si vede che nel tempo han capito che è meglio girargli alla larga
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Re: Il sacrificio a volte, ripaga
Ciao Luca.....bene ma soprattutto ti invidio come riesci a descrivere la tua azione di caccia.Inoltre sei stato bravo a far capire come a caccia nulla e' scontato e quindi scritto.Bello cacciare con il cuore da' colore calore.....ma come hai fatto intuire il cervello vuole la sua parte nel decidere.
Ciao da Nello.
Ciao da Nello.
Nello Gentile- BARONE (=baro grosso)
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Re: Il sacrificio a volte, ripaga
Complimenti Luca,sia per il bel tiro che per il gradevole racconto della battuta.......ragazzi un po vi invidio,sono tre anni che per alterni motivi,non riesco a portare fuori ne arco,ne carabine ,ne tantomeno Birba che ormai è diventata una pantofolaia ammalata di poltronite acuta.
BRAVO Luca....... te lo sei proprio meritato.
P.s Bella anche la foto del cinghiale sub peccato gli manchino: maschera e pinne!!!!
BRAVO Luca....... te lo sei proprio meritato.
P.s Bella anche la foto del cinghiale sub peccato gli manchino: maschera e pinne!!!!
giovanni anesa- Cacciatore
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Re: Il sacrificio a volte, ripaga
Gia' i ricordi belli da raccontare quando si è vecchi....molto meno quando si e' ancora nel pieno delle forzeFrancesco ha scritto:Azz..... una TROTAAAAAAA grande Luca
Anche perché, nonostante io sia sul treno puzzolente, che per le 8 dovrebbe portarmi a casa, sono stato per alcuni minuti di nuovo a caccia con voi.
Mi mancate tu, la banda, i cani, Giorgio che, mancato mio papà, me lo ha tanto ricordato.... non passo a salutarvi... perché temo di mettermi a piangere..... un po'come adesso......
Salutami tanto e dai un abbraccio a tutti...
Ciao da Nello.
Nello Gentile- BARONE (=baro grosso)
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Re: Il sacrificio a volte, ripaga
Ma va'....se non è quest'anno sara' l'anno prossimo;) anche io ho saltato per la prima volta l'anno scorso la stagione per tanti motivi;)
Nello Gentile- BARONE (=baro grosso)
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Re: Il sacrificio a volte, ripaga
giovanni anesa ha scritto:Complimenti Luca,sia per il bel tiro che per il gradevole racconto della battuta.......ragazzi un po vi invidio,sono tre anni che per alterni motivi,non riesco a portare fuori ne arco,ne carabine ,ne tantomeno Birba che ormai è diventata una pantofolaia ammalata di poltronite acuta.
BRAVO Luca....... te lo sei proprio meritato.
P.s Bella anche la foto del cinghiale sub peccato gli manchino: maschera e pinne!!!!
NO....NO Giovanni non mi trovi assolutamente d'accordo.....il setolone alla vista di Luca ha preferito mettere fine ai suoi giorni....suicidandosi...Beh!!! per lui Luca era diventato un incubo
P.s.......quanto dettomi dalla Signora Barbara al telefono.
Nello Gentile- BARONE (=baro grosso)
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