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AMARCORD

Messaggio  Nello Gentile il Mer Giu 09, 2010 8:03 am

Mio padre piu' di una volta mi racconta episodi di quella che possiamo definire "l'epoca d'oro della caccia italiana",che io definisco l'epoca d'oro degli anni suoi.Mi ha colpito una delle bischerate della sua "allegra compagnia"..........all'apertura di tanti anni fa' si faceva a gara tra di loro per quanto riguarda il carniere............,e giorni prima dell'apertura come si faceva a stabilire se un coniglio era stato abbattuto da tizio o caio?...........semplice!,visto che allora le cartucce le caricavano a casa.......udite bene,si mettevano daccordo tra di loro prima firmando il proprio piombo con mille artifici........chi adottava una numerazione diversa da quella degli altri,chi lo schiacciava(i furbi sfruttavano l'effetto disperdente....che non guasta!!!),chi addirittura verniciava il piombo(e nel selvatico la vernice di qualche pallino interno della carica si conservava,ma la grande maggioranza della vernice si bruciava alla deflagrazione della carica).......chi addirittura sabotava le cariche altrui fornendo cartucce caricate con borotalco(nella foga del momento non ci si accorgeva del peso ultraleggero della cartuccia)......risultato una bella nuvoletta bianca.Non so se quanto detto,sia reale o surreale ma di certo questi racconti oggi non esistono piu',cosi' come pure non esiste piu' la magia di quegli anni o per meglio dire ognuno di noi ha una stagione di "magia" che poi è quella della giovinezza,che quando passa la si racconta ai nipoti.Ciao da Nello.
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Re: AMARCORD

Messaggio  Francesco il Lun Lug 12, 2010 12:50 pm

Togli la serenita' ad una attivita' e perde subito lo spirito goliardico... vale per molti campi e la caccia non fa eccezione! Ricordo anch'io la serenita', lo spirito goliardico, le risate che accompagnava le nostre uscite ... piano piano si e' sostituito il muso lungo... la competizione.. spero che si possa lentamente ristabilire lo spirito dei cacciatori.. ma sotto gli attacchi dei nemici e' sempre piu' probabile andare a caccia con il nervoso e sempre piu' spesso le allegre chiacchere sono sostituite da amari commenti per le ultime leggi/norme/balzelli...

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Re: AMARCORD

Messaggio  Nello Gentile il Lun Lug 12, 2010 5:39 pm

E' proprio cosi'.......la vita di oggi concede sempre piu' di rado........lo staccare la spina.....con il risultato che anche nelle serate con gli amici........si parla sempre di piu' dei problemi quotidiani.Insomma sempre piu' ingabbiati .....dal finto benessere,fatto da un Natale pieno di regali da fare e da ricevere,una Pasqua e Pasquetta(sopratutto quest'ultima)...con il dilemma con quali parenti passarle,l'estate con il dilemma di quale cabina e di quale lido,affittare,in quale pizzeria passare il sabato sera.Comunque essendo ancora giovane......non vorrei sembrare patetico a suon di prediche,pero' una certezza c'è l'ho......la semplicita' della mia infanzia,forse i miei figli anche se penso che siano ben educati....non la conosceranno perche la societa' di oggi non perdona,o ti adegui o sei tagliato fuori!!!.Insomma riusciamo a staccare la spina solo dopo esserci intontiti con queste stronzate. ....Ciao da Nello.

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Messaggio  giovanni anesa il Lun Lug 12, 2010 6:53 pm

Ragazzi sono stupefatto dalla vostra saggezza.........complimenti ad entrambi........quasi quasi non vi riconoscevo.
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Messaggio  Nello Gentile il Lun Lug 12, 2010 6:56 pm

Cerchiamo di allinearci......con un tizio!!!

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Messaggio  silvestri franco il Lun Lug 12, 2010 7:30 pm

Complimenti anche da parte mia...dialogo da saggi e maturi,molto bravi. ciao Franco.

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Messaggio  Nello Gentile il Lun Lug 12, 2010 7:38 pm

Cerchiamo di allinearci........con....un altro tizio!!!

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Re: AMARCORD

Messaggio  wildboar1 il Gio Ago 05, 2010 3:47 pm

Non so se è la sezione giusta, però vorrei rendervi partecipi del ricordo di un'avventura che porto nel cuore:
La chiusura

Eccomi qui, come ogni anno, la fine della stagione venatoria arriva in picchiata come un gheppio lo fa sull’inerme topolino intento a far provvista.
Siccome con la mia squadra abbiamo deciso di fermarci con lieve anticipo, oggi sono ospite della squadra di Alessandro, un caro amico a cui devo i primi erudimenti su questa caccia bella ed avara.

Mi accorgo che la giornata sarebbe stata di quelle particolari fin dal suono della sveglia, un lieve stato di stordimento mi accompagna sin da subito e, man mano che il tempo passa, questa strana sensazione va aumentando. L’appuntamento è molto in anticipo rispetto alle mie abitudini, ma c’è un motivo ben preciso, la zona interessata è confinante con un’oasi di protezione e quindi si è deciso di avviarsi alle poste alle prime luci dell’alba sperando di tenere fuori dal rifugio qualche branco attardatosi in pastura.

E’ il 16 di Gennaio ed un freddo pungente stringe il bosco oramai spoglio con un bianco abbraccio facendolo sembrare di cristallo. Dopo un breve tragitto in auto arriviamo alla base del monte da risalire, il percorso sarà lungo e faticoso, dovremo arrivare in cima e ridiscendere metà della costa dal lato opposto a dove ci troviamo adesso quindi, nonostante la temperatura rigida, mi spoglio del caldo maglione in pile per poter affrontare meglio l’ascesa anche se stamani mi pare di patire il freddo più del solito ma cerco di non farci caso.
Dopo un veloce controllo dell’attrezzatura si parte in religioso silenzio, siamo una decina in tutto destinati a presidiare questo lato della braccata, le aspettative sono molte, i tracciatori nei giorni precedenti hanno avuto modo di rintracciare parecchi animali in zona!
Il terreno ghiacciato scricchiola sotto gli scarponi mentre un aria tagliente come la lama di un coltello mi punge gli occhi che a fatica riesco a tenere aperti. La salita è pesante, troppo pesante per uno che ha passato gli ultimi tre mesi a consumare i sentieri sui crinali e questo gelo che ho dentro non se ne va nonostante io sia oramai accaldato e sbuffante come una locomotiva a vapore.
Passano minuti interminabili, il percorso ogni tanto ci offre scorci di paesaggi mozzafiato resi ancor più suggestivi dalla sagoma del lago della Val Noci che dorme in fondo alla valle ed in cui le stelle si specchiano grazie alla totale assenza di nuvole. Per un attimo mi par d’essere come sospeso in una terra avvolta da due cieli e questo pensiero mi da come un formicolio piacevole che mi percorre tutta la schiena.
Ad un’oretta scarsa di cammino, l’affanno è aumentato decisamente ed adesso anche le tempie iniziano a darmi fastidio…sintomo inequivocabile di quando ho la febbre!! Fino ad ora avevo scacciato questa ipotesi ma adesso è tardi per tornare indietro alle macchine e comunque non ne ho assolutamente l’intenzione!!
La posta a cui dovrei essere destinato è una delle migliori situate nel cuore della zona da chiudere ma purtroppo è anche di quelle tra le più distanti da raggiungere e proprio non me la sento di proseguire oltre quindi, arrivati in cima al crinale, decido di rinunciare per fermarmi “al colmetto” la posta immediatamente sopra al valico che separa i due lati del monte Teitin caratterizzata da una ventina di metri di prato pulito circondato da un boschetto di roveri in basso e di castagni ai lati.
Ricevute le ultime raccomandazioni sulle linee di tiro da rispettare e sui trottoi da curare con maggiore interesse, rimango solo ancora a mezzo buio a godermi lo scenario che ho davanti.
Da questo lato del monte c’è una galaverna spettacolare, i rami ghiacciati degli alberi danno un tono spettrale ed al tempo stesso magico al bosco (in quel momento ho rimpianto di non aver avuto la digitale nello zaino). Pian piano l’alba avanza ed un pallido sole fa capolino da est illuminando questa distesa bianca come fosse un addobbo natalizio ma al tempo stesso sciogliendola lentamente. Rilassandomi e scaldandomi al sole mi pare che lo stordimento interno diminuisca, quindi riprendo parte del buon umore perso lungo il sentiero più a valle e mi appresto a caricare la mia adorata carabina krukka in 308W con cui ho passato il primo anno di battaglie dopo una ricerca durata più di sei anni prima di trovarla ma, visti i risultati ottenuti ne è valsa decisamente la pena…ma questa è un’altra storia.
La radio comunica che i cani sono appena stati sciolti e che qualcuno di essi è già sulle tracce dei cinghiali, dopo aver individuato i percorsi più trafficati intorno a me mimando un ipotetico tiro, mi metto in attesa cercando di scrutare più con gli occhi che con le orecchie perché questa maledetta febbriciattola mi ha ovattato i timpani.
Dopo alcuni timidi abbai a fondo valle parte una canizza potente ed i canai confermano che un bel branco di cinghiali è stato rotto e di stare tutti attenti e zitti perché i cani sono dietro ad una minima parte degli animali, quindi il resto della banda avanza lentamente soppesando ogni minimo segnale di pericolo e dileguandosi con la velocità della luce. Ovviamente c’è sempre qualcuno che non recepisce il messaggio ed inizia a fare la radiocronaca di ciò che i cani stanno combinando, “buon per lui”, penso, “si vede che non ha piacere a fare l'ultimo tiro stagionale".
Un fracasso di rami spezzati mi richiama all’attenzione! Sotto di me sento distintamente più di una bestia attraversare il bosco di roveri. Il cuore mi impazzisce! Ogni volta è così, nonostante ormai non sia più un novellino in questa caccia.
Spiano l’arma nella loro direzione ed accompagno il rumore nella speranza di poterne scorgere almeno uno ma, un po’ la distanza ed un po’ la galaverna hanno impedito la visuale mantenendo le scure sagome nella mia fantasia.
Adesso sento che i fuggitivi si spostano alla mia destra andando in bocca alla posta successiva che commette l’errore più comune che si possa fare: non restare fermi!
Come un lampo gli animali tornano sui loro passi e cinicamente ripetono la loro passerella sotto di me ma questa volta sono ancor più bassi ed a stento riesco a capire la direzione mantenuta. Rimanendo perfettamente in silenzio mando un messaggio ad Alessandro per informarlo del traffico a cui ho assistito in modo che lui possa far intervenire un paio di cani prima che i cinghiali scartino i postaioli come paletti da slalom.
Finalmente si iniziano a sentire i boati delle prime carabinate, l’ eco risale le coste e si perde nelle valli successive annunciando al bosco il suo terribile messaggio ed al tempo stesso all’uomo l’abbattimento di due cinghiali. Altri colpi si perderanno nell’aria che nel frattempo è divenuta frizzante, ma i destinatari porteranno via indenni questa esperienza da tramandare ai loro discendenti la primavera che verrà.
E’ quasi mezzogiorno e sul Teitin ritorna una quiete apparente, ne approfitto per mangiare qualcosa cercando di mettermi sotto a qualche raggio di sole. Sento che la febbre è aumentata, l’equilibrio si fa precario ed i movimenti sono accompagnati da un forte dolore alle giunture ed un mal di testa che ha preso a macinarmi. Spero in cuor mio che la braccata finisca in fretta anche se so che poi mi toccherà vivere di ricordi per i prossimi 8 mesi, ma in questo momento di malessere la ragione prende il sopravvento sul cuore.
Finito mezzo panino mi rimetto in posta dove l’ombra ha preso il posto al sole ed ormai scarico di tensione attendo il tanto agognato “Rompete le righe”. Mentre sono sovra pensiero intento a contare i miei malesseri, un lievissimo fruscio alle mie spalle mi fa sobbalzare roteando su me stesso come se avessi preso una scossa! Sgrano gli occhi alla vista di due imponenti cinghiali che, come gatti e quasi senza far rumore, mi stavano fregando andando a scappare 20 metri dietro la mia schiena.
E’ un attimo che dura tutt’ora nella mia testa, la bestia che è davanti fa uno scarto e torna indietro sparendo alla mia vista dietro un fosso nel terreno mentre la seconda ha un secondo di esitazione sul da farsi decidendo poi di tentare di valicare la costa davanti a lei dandomi la possibilità di un solo tiro. Mentre l’animale ha quasi guadagnato la salvezza sparendo dalla mia vista punto meglio che posso l’unica porzione di spalla non coperta dai rami e cerco di tirare il grilletto senza strappare. Il colpo risuona nelle mie orecchie come un suono soffocato che mi fa credere di aver tirato una cartuccia difettosa ed il non vedere più l’animale tirato sembra avvalorare la mia tesi però ora non c’è il tempo per le congetture perché adesso ho la possibilità di andare in mira sul primo animale riapparso subito dopo aver guadagnato il bosco ma come giro la carabina in sua direzione mi tocca fare un salto laterale per poter scansare di un pelo il corpo del bestione sparato in precedenza che nel frattempo piomba giù come una valanga aiutato dalla forte pendenza del terreno! Se non mi fossi accorto in tempo mi avrebbe centrato in pieno trascinandomi per i 50 metri buoni di dislivello che ha percorso prima di impattare su una giovane pianta di rovere e sparire nuovamente ai miei occhi.

Avvisando per radio ne approfitto per riordinare le idee, avverto di portare un cane per cercare di rintracciare la bestia rientrata nel cerchio e chiedo il permesso al capocaccia di potermi muovere per andare a vedere se il cinghiale colpito fosse sotto di me oppure, se ferito, avesse proseguito la fuga. Ricevuto l’assenso inizio a scendere finendo gambe all’aria per un paio di volte ma non perdendo mai di vista la scia di sangue lasciata dall’animale. Fortunatamente il tragitto è breve, esattamente dove l’ho visto impattare l’ultima volta, giace il corpo di un grosso cinghiale privo di vita! Non potevo vederlo dalla mia posta perché un grosso masso poco sopra ne impediva la visuale.
Mi avvicino con cautela, in questo momento la mia mente è pervasa da mille sensazioni e brividi misti tra febbre e l’eccitazione del momento. A fatica ricompongo la spoglia del cinghiale con il capo rivolto verso il basso in posizione migliore per poterle far dare via quanto più sangue possibile, poi mi soffermo ad osservare questo animale prodigioso. Il corpo ancora caldo fuma leggermente facendo sciogliere quel briciolo di ghiaccio che è rimasto a terra dalla notte precedente, un rivolo di sangue cola dal suo possente grugno e l’occhio oramai spento sembra guardare il cielo azzurro per l’ultima volta.
Ora che la posso osservare da vicino, mi accorgo immediatamente che si tratta di una grossa femmina nonostante abbia il muso molto corto come quello di un maschio e che sia incinta, lo rivela l’addome che è decisamente rigonfio rispetto alla proporzione del corpo. Per un attimo penso alla vita negata ai futuri porcellini ma poi il cervello mi riporta alla realtà delle cose e mi rendo conto che in fondo è stato meglio abbattere la scrofa adesso piuttosto che fra un paio di mesi durante qualche intervento di controllo e prevenzione danni, tanto di moda ai giorni nostri, lasciando la prole alla mercè della fame e dei predatori procurandogli così una fine ben più peggiore e dolorosa di quella appena perpetrata!

Lascio temporaneamente il cinghiale per ritornare alla posta ed attendere la fine della braccata, la risalita seppur breve mi affanna ulteriormente ma la gioia che ho nel cuore sopperisce allo sforzo fisico. Alcuni cinghiali verranno fermati da altri fortunati cacciatori, alla fine se ne conteranno 6 in tutto e finalmente il caposquadra chiama la fine dei giochi!

Tra un brivido e l’altro raccolgo le mie cose e ritorno dalla scrofa in attesa che arrivino i rinforzi. Il posto è parecchio scomodo ed il recupero si prospetta faticoso. Nell’attesa inizio ad imbracare l’animale e a studiare il possibile percorso del ritorno. Vorrei onorare la preda fino in fondo portandola fino alle auto ma , dopo poco meno di cento metri ho le orecchie e il cuore che mi scoppiano dalla fatica, proprio non ce la faccio e quindi mi offro perlomeno di portare a valle i fucili o gli zaini degli altri amici che nel frattempo sono giunti in mio soccorso. Qualcuno scherzosamente insinua che il mio malessere sia immaginario proprio per evitare l’ultima fatica stagionale ed io, altrettanto scherzosamente, lo mando affanculo augurandogli di provare le esatte sensazioni che in quel momento mi stanno maltrattando. Così alla fine eccomi qui, tra una sosta ed una battuta si arriva alle auto dopo quasi due ore di cammino, tutti noi sappiamo bene che la giornata non è ancora finita, ma il grosso della fatica oramai è alle spalle.
Mi riprendo un poco con il riscaldamento dell’auto, ma oramai mi sento come fossi passato nel tritacarne (il termometro a casa sentenzierà 39,8°) anche se nulla e nessuno mi può togliere dal volto il sorriso che ho stampato! Adesso sono pronto ad andare in “letargo” fino a che il canto dei segugi non mi risveglierà!

Montoggio, 16/01/2005


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Re: AMARCORD

Messaggio  Nello Gentile il Gio Ago 05, 2010 3:59 pm

Bellissimo amarcord di caccia vissuta........ho impiegato un po' di tempo a leggerlo.........è proprio un bel racconto,ma al posto tuo lo farei postare da Francesco nel sito principale nella sezione racconti.........lo merita davvero Wink Wink Ciao da Nello.

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Re: AMARCORD

Messaggio  wildboar1 il Ven Ago 06, 2010 10:08 am

Grazie Nello,

con questo racconto ci ho vinto un concorso qualche anno fa e, come premio, a suo tempo è stato pubblicato su una rivista del settore.

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Re: AMARCORD

Messaggio  Francesco il Ven Ago 06, 2010 11:21 am

RACCONTI COSì li puoi mettere dove vuoi... luca!!!
Grazie avrei voluto assaporarlo piu' lentamente ma sono in partenza... lo rileggerò meglio al rientro!!!! Spero nella prossima stagione di vivere tanti momenti così!!!
grazie ancora a presto
Francesco

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Re: AMARCORD

Messaggio  baruffa.410 il Sab Ago 07, 2010 12:26 pm

Ciao Luca ho cominciato a leggere il tuo racconto, ma in albergo non puoi stare tranquillo, e per leggere certi racconti non devi essere disturbato,quindi decisione radicale! lo leggo al rientro in santa pace .A presto baruffa.
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Re: AMARCORD

Messaggio  Nello Gentile il Mar Ott 12, 2010 7:12 pm

Si pero' ancora si ostina con una testardaggine da mulo a non volerlo postare nel sito principale. Mad Mad Mad Mad Mad Mad in maniera perpetua Mad Mad Mad Mad Mad Mad sino al momento in cui non lo vedo nel sito principale.

ps...............testardo!!!!!!!!!!! Mad...............e pure cocciuto!!!! Very Happy Very Happy Very Happy

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Re: AMARCORD

Messaggio  wildboar1 il Mer Ott 13, 2010 12:30 pm

Nello, questo racconto è già pubblicato in un altro sito, non sarebbe simpatico doppiarlo altrove, non credi? Wink

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Re: AMARCORD

Messaggio  Nello Gentile il Mer Ott 13, 2010 12:32 pm

wildboar1 ha scritto:Nello, questo racconto è già pubblicato in un altro sito, non sarebbe simpatico doppiarlo altrove, non credi? Wink

Beh!!! si hai ragione......non lo avevo capito o non melo avevi detto......comunque è giusto cosi' come dici Wink

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